La Biblioteca
San Giuseppe
nasce, in
forma ridotta, negli anni ’40, come supporto all’Istituto Filosofico-Teologico San Pietro di Viterbo. Il suo sviluppo
avviene a partire dagli anni 1955-1960. Nel 1958, la biblioteca
trovò sistemazione al primo piano dell’edificio in locali
progressivamente adeguati alle nuove esigenze, fino al raddoppio
con altre sale al secondo piano durante la fine degli anni ‘70.
Attualmente consta della sala lettura e di due ampie sezioni,
suddivise in più sale per il deposito e la custodia dei libri e
delle riviste.
Da un nucleo di
partenza di 12.000 volumi e di circa 120 riviste italiane e
straniere, alla fine degli anni ’70 si arriva a circa 25.000
volumi e 150 riviste. Alla fine degli anni ’80 si ha un
totale di circa 35.000 volumi e 190 riviste, mentre all’inizio
del nuovo millennio i volumi erano arrivati a 41.000. Oggi i
libri posseduti sono circa 47.000 e le riviste circa 250.
I settori
maggiormente curati furono inizialmente quello filosofico,
storico (soprattutto delle origini del cristianesimo),
patristico, dogmatico, morale, liturgico, pastorale e del
diritto canonico. Successivamente si ebbe un notevole sviluppo
dei settori riguardanti le scienze dell’educazione, e cioè la
psicologia, la pedagogia e la sociologia. Accanto a questi
settori si sono andati incrementando anche quello letterario
(classico, italiano e straniero); quello agiografico, quello
catechetico; quello del magistero; quello dell’ebraismo; e
infine quello dell’archeologia vicino-orientale.
La biblioteca, che
ha provveduto a catalogare elettronicamente tutto il suo
patrimonio librario, aderisce all’ABEI (Associazione biblioteche
ecclesiastiche italiane), è inserita nell’ICCU (Istituto
Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane) e
beneficia di sussidi e contributi dal Ministero dei Beni
Culturali, dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Viterbo.