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L’antropologia teologica: le ispirazioni di
fondo e l’organicità della proposta
La Rivelazione cristiana,
che ha il suo centro in Cristo, offre una luce straordinaria sul mistero
dell’uomo. L’accoglienza nella fede dell’iniziativa di Dio apre alla
pienezza dell’umanità. La riflessione teologica, in quanto interpreta la
vita in Cristo dandone le ragioni, è chiamata a sondare tutta la ricchezza
dell’umano. Essa esplora il mistero dell’uomo in ottica tridimensionale: in
direzione del mistero del sé, dell’apertura all’altro e dell’apertura al
trascendente. La cultura attuale e l’impegno ecclesiale di evangelizzazione
sembrano sollecitare un nuovo slancio di riflessione antropologica e, in
particolare, di antropologia teologica. Tale riflessione deve
necessariamente esprimersi in dialogo con la cultura, anzi con le culture, e
deve interagire con il senso dell’esperienza religiosa e con le sue modalità
di espressione attuali. La sfida è quella di riscrivere alcune, anche
consolidate, categorie antropologiche in termini autenticamente cristiani,
filosoficamente e teologicamente fondati. In particolare è oggi necessario
pensare la progettualità e l’identità umana in termini di apertura alla
trascendenza e, più radicalmente, in termini di dono, di grazia, di
vocazione.
Il corso di Licenza vuole
assumere queste sfide culturali. Esso intende favorire un dialogo profondo,
rispettoso e reciprocamente arricchente tra antropologia teologica e
antropologia filosofica, tra fede e ragione, tra categorie antropologiche
attuali (progettualità, libertà, progresso, speranza…) e le categorie
interpretative dell’umano della tradizione cristiana (vocazione, grazia,
peccato…). Il terreno di questo dialogo è l’esperienza religiosa, in quanto
esperienza costitutiva dell’uomo, e di cui l’esperienza cristiana
costituisce un’interpretazione autorevole e rivelata. Il contesto è un mondo
che si presenta sempre più senza confini e con notevoli sfide sul piano del
rapporto tra culture e religioni. Su solide basi filosofiche e teologiche, e
su una profonda comprensione della vocazione e dell’identità cristiana, ci
si propone di sostenere l’essere cristiani in questa cultura e di aiutare i
processi formativi, spirituali, educativi e pastorali in atto nella Chiesa
attuale e nell’impegno di evangelizzazione.
Il percorso ha una chiara
impostazione interdisciplinare. L’antropologia teologica fonda e ispira i
diversi approcci e i diversi apporti disciplinari:
* l’approccio biblico e
quello teologico - sistematico evidenziano la visione dell’uomo secondo la
Scrittura, mostrano come la Rivelazione cristiana offra l’orizzonte
privilegiato della comprensione dell’uomo e come l’incontro con Cristo dia
la statura della pienezza al percorso umano;
* l’approccio filosofico e
delle scienze umane (della formazione, dell’educazione, del linguaggio e
della comunicazione) evidenziano la poliedricità del mistero dell’uomo,
aiutano a comprendere la cultura attuale e, nell’interazione di fede e
ragione, fanno emergere il senso della vita umana come vocazione e il
significato dell’esperienza religiosa;
* l’approccio
ecclesiologico, storico-liturgico e dogmatico-sacramentario evidenziano il
valore umano e religioso dell’esperienza simbolica e mostrano come la
dimensione liturgica, vissuta nella Chiesa, sia costitutiva dell’uomo nuovo
in Cristo;
* gli approcci della
teologia patristica, della teologia pastorale, spirituale e morale, mostrano
la ricchezza di umanità propria della tradizione cristiana e aprono ad una
comprensione della comunità ecclesiale come luogo e sostegno dei processi di
maturazione umana e cristiana.
Il percorso si avvale degli
apporti: della tradizione spirituale e teologica francescana; della
tradizione spirituale e pedagogico - pastorale giuseppina; della tradizione
spirituale e culturale della Diocesi di Viterbo e del territorio dell’Alto
Lazio.
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Condizioni per il
conseguimento del grado di Licenza in Sacra Teologia con specializzazione in
Antropologia Teologica
Per conseguire il titolo di Licenza, lo
studente:
a) deve aver superato tutti gli esami del
secondo ciclo e aver soddisfatto le esigenze dei seminari e del tirocinio;
b) presentare e discutere una tesi
riguardante l’Antropologia teologica, di un minimo di 70 pagine e un massimo
di 150, redatta secondo i criteri della metodologia scientifica (v.
“prontuario metodologico” disponibile in segreteria).
Della tesi devono essere consegnate 3 copie
alla Segreteria. Al momento della consegna dovrà essere anche corrisposto il
contributo economico previsto per discuterla. Se la discussione avverrà
entro febbraio dell’anno accademico successivo a quello
dell’immatricolazione della tesi, non dovrà essere pagato l’ulteriore
contributo economico d’iscrizione fuori corso.
La tesi, il cui argomento deve essere
approvato dal Consiglio di Presidenza, sarà seguita, oltre che dal relatore,
scelto dallo studente tra i docenti stabili, che deve essere confermato dal
Consiglio di Presidenza, anche da un primo correlatore nominato dal
Consiglio di Presidenza (St. 17i). I correlatori, su apposito modulo,
daranno poi un giudizio sulla tesi e la valuteranno con il voto.
La discussione della tesi, davanti ad una
commissione presieduta dal Preside (o da un membro da lui delegato) e
composta dal relatore e da due correlatori, durerà un’ora. Nella
discussione, a giudizio della commissione, potranno essere rivolte allo
studente domande riguardanti argomenti collegati con la tesi e relativi a
tutto il percorso degli studi. I membri della commissione concorderanno poi
il voto finale.
Sostenuto
l’esame di Licenza, saranno inviati alla Facoltà di Teologia del Pontificio
Ateneo Sant’Anselmo il curriculum degli studi dello studente, il giudizio
scritto e la votazione riportata che il relatore e il primo correlatore
hanno espresso sulla tesi, copia della tesi stessa in modo che la Facoltà
aggregante possa ratificare o modificare il voto finale (Conv. 5.2.2). |
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