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AGGREGATO AL PONTIFICIO ATENEO S. ANSELMO - ROMA

 

 

 

II Ciclo di Teologia

LICENZA IN SACRA TEOLOGIA

SPECIALIZZAZIONE IN ANTROPOLOGIA TEOLOGICA: ESPERIENZA RELIGIOSA E CULTURE

Coordinatore e responsabile dei piani di studio: d. Mauro RICCARDI

Sede dei corsi: Istituto San Pietro, viale A. Diaz, 25 - 01100 Viterbo

Orari dei corsi

 

Requisiti di accesso

 

Per essere ammesso al secondo ciclo degli studi teologici, in conformità a quanto prevede il Regolamento degli Studi, art. 26, lo studente:

a) deve essere in possesso del grado accademico di Baccalaureato tenendo presente che si presuppone la qualifica “cum laude probatus”;

b) in mancanza del Baccalaureato, presentare un documento degli studi conseguiti ritenuto adeguato e sostenere un esame-colloquio su alcune tesi stabilite dal Consiglio di Presidenza. Superato adeguatamente l’esame lo studente è ammesso come ordinario. Non possono essere ammessi gli studenti che non hanno potuto ottenere il grado di Baccalaureato per mancanza del titolo di studi superiori;

c) dimostrare di possedere una sufficiente conoscenza di almeno due lingue moderne (inglese, francese, spagnolo o tedesco).

 

 
 

L’antropologia teologica: le ispirazioni di fondo e l’organicità della proposta

 

La Rivelazione cristiana, che ha il suo centro in Cristo, offre una luce straordinaria sul mistero dell’uomo. L’accoglienza nella fede dell’iniziativa di Dio apre alla pienezza dell’umanità. La riflessione teologica, in quanto interpreta la vita in Cristo dandone le ragioni, è chiamata a sondare tutta la ricchezza dell’umano. Essa esplora il mistero dell’uomo in ottica tridimensionale: in direzione del mistero del sé, dell’apertura all’altro e dell’apertura al trascendente. La cultura attuale e l’impegno ecclesiale di evangelizzazione sembrano sollecitare un nuovo slancio di riflessione antropologica e, in particolare, di antropologia teologica. Tale riflessione deve necessariamente esprimersi in dialogo con la cultura, anzi con le culture, e deve interagire con il senso dell’esperienza religiosa e con le sue modalità di espressione attuali. La sfida è quella di  riscrivere alcune, anche consolidate, categorie antropologiche in termini autenticamente cristiani, filosoficamente e teologicamente fondati. In particolare è oggi necessario pensare la progettualità e l’identità umana in termini di apertura alla trascendenza e, più radicalmente, in termini di dono, di grazia, di vocazione.

Il corso di Licenza vuole assumere queste sfide culturali. Esso intende favorire un dialogo profondo, rispettoso e reciprocamente arricchente tra antropologia teologica e antropologia filosofica, tra fede e ragione, tra categorie antropologiche attuali (progettualità, libertà, progresso, speranza…) e le categorie interpretative dell’umano della tradizione cristiana (vocazione, grazia, peccato…). Il terreno di questo dialogo è l’esperienza religiosa, in quanto esperienza costitutiva dell’uomo, e di cui l’esperienza cristiana costituisce un’interpretazione autorevole e rivelata. Il contesto è un mondo che si presenta sempre più senza confini e con notevoli sfide sul piano del rapporto tra culture e religioni. Su solide basi filosofiche e teologiche, e su una profonda comprensione della vocazione e dell’identità cristiana, ci si propone di sostenere l’essere cristiani in questa cultura e di aiutare i processi formativi, spirituali, educativi e pastorali in atto nella Chiesa attuale e nell’impegno di evangelizzazione.

 

Il percorso ha una chiara impostazione interdisciplinare. L’antropologia teologica fonda e ispira i diversi approcci e i diversi apporti disciplinari:

* l’approccio biblico e quello teologico - sistematico evidenziano la visione dell’uomo secondo la Scrittura, mostrano come la Rivelazione cristiana offra l’orizzonte privilegiato della comprensione dell’uomo e come l’incontro con Cristo dia la statura della  pienezza al percorso umano;

* l’approccio filosofico e delle scienze umane (della formazione, dell’educazione, del linguaggio e della comunicazione) evidenziano la poliedricità del mistero dell’uomo, aiutano a comprendere la cultura attuale e, nell’interazione di fede e ragione, fanno emergere il senso della vita umana come vocazione e il significato dell’esperienza religiosa;

* l’approccio ecclesiologico, storico-liturgico e dogmatico-sacramentario evidenziano il valore umano e religioso dell’esperienza simbolica e mostrano come la dimensione liturgica, vissuta nella Chiesa, sia costitutiva dell’uomo nuovo in Cristo;

* gli approcci della teologia patristica, della teologia pastorale, spirituale e morale, mostrano la ricchezza di umanità propria della tradizione cristiana e aprono ad una comprensione della comunità ecclesiale come luogo e sostegno dei processi di maturazione umana e cristiana.

Il percorso si avvale degli apporti: della tradizione spirituale e teologica francescana; della tradizione spirituale e pedagogico - pastorale giuseppina; della tradizione spirituale e culturale della Diocesi di Viterbo e del territorio dell’Alto Lazio.

 

 
 

Condizioni per il conseguimento del grado di Licenza in Sacra Teologia con specializzazione in Antropologia Teologica

 

Per conseguire il titolo di Licenza, lo studente:

a) deve aver superato tutti gli esami del secondo ciclo e aver soddisfatto le esigenze dei seminari e del tirocinio;

b) presentare e discutere una tesi riguardante l’Antropologia teologica, di un minimo di 70 pagine e un massimo di 150, redatta secondo i criteri della metodologia scientifica (v. “prontuario metodologico” disponibile in segreteria).

Della tesi devono essere consegnate 3 copie alla Segreteria. Al momento della consegna dovrà essere anche corrisposto il contributo economico previsto per discuterla. Se la discussione avverrà entro febbraio dell’anno accademico successivo a quello dell’immatricolazione della tesi, non dovrà essere pagato l’ulteriore contributo economico d’iscrizione fuori corso.

La tesi, il cui argomento deve essere approvato dal Consiglio di Presidenza, sarà seguita, oltre che dal relatore, scelto dallo studente tra i docenti stabili, che deve essere confermato dal Consiglio di Presidenza, anche da un primo correlatore nominato dal Consiglio di Presidenza (St. 17i). I correlatori, su apposito modulo, daranno poi un giudizio sulla tesi e la valuteranno con il voto.

La discussione della tesi, davanti ad una commissione presieduta dal Preside (o da un membro da lui delegato) e composta dal relatore e da due correlatori, durerà un’ora. Nella discussione, a giudizio della commissione, potranno essere rivolte allo studente domande riguardanti argomenti collegati con la tesi e relativi a tutto il percorso degli studi. I membri della commissione concorderanno poi il voto finale.

Sostenuto l’esame di Licenza, saranno inviati alla Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo il curriculum degli studi dello studente, il giudizio scritto e la votazione riportata che il relatore e il primo correlatore hanno espresso sulla tesi, copia della tesi stessa in modo che la Facoltà aggregante possa ratificare o modificare il voto finale (Conv. 5.2.2).

 

  

 
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